Auto a guida autonoma, primi problemi di mal d’auto?

google carUn recente studio condotto dal Transporation Research Institute dell’Università del Michigan pone un interrogativo non sottovalutabile sulla sorta delle auto a guida autonoma, “ree” di poter portarsi dietro come effetto collaterale… il mal d’auto. Un effetto collaterale che l’ente dichiara poter coinvolgere fino a un passeggero su dieci, e che pertanto potrebbe essere fin d’ora colto dalle società di sviluppo di questi futuribili veicoli, al fine di ridurre l’incidenza del problema.

In particolare, secondo l’indagine condotta dai ricercatori Michael Sivak e Brandon Schoettle, la nausea derivante dall’esser trasportati da un’auto senza pilota sarebbe riconducibile a fattori ben noti: l’impossibilità di anticipare il movimento (come invece avviene quando si guida manualmente il veicolo), il conflitto in essere tra gli stimoli che il passeggero riceve visivamente e quelli vestibolari e, in fine, l’impossibilità di controllare il movimento. E se per qualcuno sembra esservi rimedio, per quest’ultimo il destino è ben che tracciato.

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Ma in che modo i ricercatori sono arrivati a tale stima? Secondo le formule stabilite dall’ente di osservazione, per poter arrivare al numero di cui sopra i ricercatori si sarebbero basati su un lavoro precedente, un sondaggio di qualche mese fa che cercava di intuire in che modo i passeggeri delle auto a guida autonoma potrebbero spendere il loro tempo a bordo del veicolo (non avendo altro da fare se non lasciarsi trasportare fino a destinazione). Ebbene, dell’ampio campione interpellato, tra un terzo e un mezzo avrebbe dichiarato che guarderebbe comunque la strada, mentre solo un automobilista su dieci si dedicherebbe alla lettura.

Combinando tali risposte con le caratteristiche dei veicoli a guida autonoma, lo studio conclude che una buona parte dei passeggeri, pari a circa un decimo nei casi più diffusi, potrebbe soffrire di mal d’auto in modo abituale o frequente.

Sul come evitare di soffrire di tale pregiudizio, vi sono molte aleatorietà. Alcune società come Google stanno infatti studiando come rendere più confortevole l’abitacolo… ma sarà sufficiente?

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