Auto volante: conviene crederci ancora?

Un tempo era un vero e proprio mito dei film di fantascienza. Poi, qualcuno ha pensato che fosse possibile crearle nella realtà, tanto che molte società di produzione e di costruzione hanno investito in tali progetti imponenti risorse. Quindi, di auto volante non si è più parlato (o quasi), con la conseguenza che tutta l’attenzione mediatica si è incentrata sulle più concrete auto a guida autonoma, uno dei prossimi obiettivi dell’evoluzione del mercato automotive. Ma è bene dimenticarsi delle auto volanti, o il futuro potrà riservarci qualche gradita sorpresa?

Negli scorsi decenni molte società – come detto – avevano messo gli occhi su questi avveniristici progetti. Da General Motors a Ford, furono sviluppati anche alcuni prototipi di automobili con abitacoli a forma di fusoliere di aereo, accenni di ali, finte turbine. Insomma, un “vorrei ma non posso” che tuttavia aveva acceso la curiosità e l’attenzione su una possibile rivoluzione dei mezzi a motore.

Gli elementi di cui sopra, peraltro, ricordava Vincenzo Borgomeo sulla Repubblica, sfociarono anche nelle auto di serie, dando vita – ad esempio – alle “pinne” che fecero la fortuna di intere generazioni di enormi berline. Anche qui da noi la moda delle pinne sconfinò in qualche modello, come le Fiat 2300, le Fiat 1100, l’Autobianchi Bianchina.

Se però da tali nostalgici confini ci si sposta alla realtà dei fatti, per quanto possa essere ritenuto comodo e affascinante spostarsi nei cieli urbani con la propria auto, per il momento non sembrano esserci i presupposti per poter puntare in grande. Anche se, in fondo, alcune società non sembrano demordere, lavorando a prototipi che – a metà tra l’elicottero e la piccola auto – sembrano cullare ulteriormente il sogno di poterci spostare a bordo del proprio mezzo.

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