iCar, altre novità dall’auto di Apple

apple carNon sembra arrestarsi la carrellata di novità che Apple ha in serbo per i propri utenti. Dopo aver perfezionato e lanciato sul mercato il suo primo smartwatch, l’Apple Watch, la compagnia di Cupertino sembra ben essere in grado di diversificare ulteriormente il proprio parco prodotti andando ad aggredire un comparto finora “nuovo”: quello automobilistico.

Quello di cui parliamo non è, tuttavia, una nuova era del Car Play, il sistema smart per poter utilizzare l’iPhone in auto senza distrarsi dalla guida. L’obiettivo è invece quello di licenziare il prima possibile il progetto Titan, una iniziativa che punta a realizzare un’auto elettrica con guida automatica. Un modello autonomo, privo di conducente, in grado di primeggiare – o così almeno sperano dalle parti di Apple – nei confronti dei principali concorrenti, come Google.

Secondo quanto riferiva pochi giorni fa il Wall Street Journal, al fine di permettere all’innovativa iCar di approdare sul mercato entro la fine del 2020, Apple avrebbe ingaggiato alcuni dei migliori ingegneri ed esperti in energie rinnovabili attualmente in circolazione, come Steve Zadesky, già ingegnere Ford, Johann Jungwirth, ex CEO dell’area ricerca e sviluppo di Mercedes Benz, o ancora Marc Newson, famoso designer australiano.

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Sebbene di notizie certe se ne abbiano ancora poche, è sufficiente una piccola quota di rumors e di indiscrezioni per cercare di ottenere la giusta soddisfazione da un progetto che potrebbe ulteriormente rilanciare Apple nell’orbita delle compagnie più innovative del mondo. E, considerato che quasi ogni prodotto lanciato dai laboratori di Cupertino ha fatto la storia (nel suo piccolo o nel suo grande), non ci rimane che attendere grandi nuove dalla società che fu di Steve Jobs.

Al fine di spegnere i facili entusiasmi, ricordiamo tuttavia come non manchino le posizioni scettiche da parte di coloro che mettono in dubbio il 2020 quale target temporale per un simile progetto, e rimandando ad almeno altri 10 anni la possibilità di poter concretamente avere a che fare con un’auto smart che si guidi da sola. Chi avrà ragione?

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