Manager auto, ecco quelli che guadagnano di più

Alan-Mulally-CEO-of-Ford-001La rivista americana Car and Driver si è “divertita” a fare i conti in tasca ai principali manager auto del mondo, scoprendo quale sia stato il loro compenso totale nel corso del 2013. Ebbene, il manager più ricco è Alan Mulally, di Ford, che ne lcorso del 2013 è riuscito a portare a casa ben 18.300.105 euro, suddivisi tra uno stipendio di 1,5 milioni di euro, bonus per 4,6 milioni di euro, stock option per 11,5 milioni di euro e altro valore per il residuo.

Nel secondo posto di questa speciale classifica si piazza invece Martin Winterkorn, di Volkswagen, che ha conseguito un compenso totale di 15.709.910 euro, con uno stipendio di 2 milioni di euro, bonus per 13,7 milioni di euro. Non gli sono invece state attribuite stock option.

Gradino più basso del podio per John Plant, della TRW Automotive, che ha conseguito un compenso complessivo di 14.054.405 euro, suddivisi tra uno stipendio di 1,6 milioni di euro, bonus per 4,8 milioni di euro, stock option per 7,1 milioni di euro e altro valore per il residuo.

Fuori dal podio – ma avrà di che accontentarsi! – il “nostro” Sergio Marchionne, che alla guida di FCA è riuscito a ottenere un compenso di 12.918.600 euro, all’interno del quale spicca uno stipendio fisso record: 4,4 milioni di euro. Gli altri compensi sono relativi principalmente a bonus per 2,1 milioni di euro e stock option per 6,1 milioni di euro.

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Tra gli altri manager Paperoni troviamo Dieter Zetsche, di Daimler, con uno compenso di 8.792.019 euro, suddiviso tra uno stipendio di 2,1 milioni di euro, bonus per 3,5 milioni di euro, stock option per 3 milioni di euro e altro valore per il residuo.

Troviamo altresì Norbert Reithofer, di BMW, con 7.362.805 euro, suddivisi in uno stipendio di 1,5 milioni di euro, bonus per 5,5 milioni di euro, stock option per 150 mila euro e altro valore per il residuo.

Chiudono infine la classifica Daniel Akerson (7,1 milioni di euro complessivi di compenso) e Akio Toyoda, dell’azienda di “famiglia” Toyota, con un compenso di “soli” 1,7 milioni di euro.

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