Pagamenti a rate, l’auto “batte” tutti

differenza-cambio-sequenziale-e-automaticoStando a quanto affermano gli ultimi risultati dell’Osservatorio UnipolSai 2015, l’auto è il bene che gli italiani pensano di rateizzare maggiormente, confermando dunque quanto questo acquisto possa essere pesante per il bilancio familiare.

Stando alla ricerca effettuata, infatti, il 71% degli italiani è propenso a rateizzare il costo delle proprie quattro ruote, per una proporzione difficilmente paragonabile (Eccezion fatta l’operazione di acquisto casa). L’auto precede in tal modo, con il 62%, le spese per la ristrutturazione casa e, con il 30%, l’assicurazione dell’auto. Tra le altre principali voci di onerosità rateizzabili, spicca con il 27% l’elettronica, e con il 23% le cure mediche.

Per quanto concerne invece la “sensazione” che si ha nel pagare a rate, le emozioni sembrano essere piuttosto contrastanti. Dalla ricerca emerge infatti che il 31% degli italiani prova ansia, ma il 22% dichiara di provare maggiore sicurezza (probabilmente, è quella parte di italiani che si indebita nonostante abbia la liquidità necessaria per effettuare le operazioni di acquisto, e che opta per un simile comportamento al fine di mantenere una ulteriore riserva di – appunto – sicurezza).

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Ancora, il 15% dichiara di provare soddisfazione, e un altro 15% serenità. Il 10% afferma che indebitarsi e pagare a rate è addirittura una prova di intelligenza, mentre il 6% lo fa per tenere “sotto controllo” il proprio bilancio. L’1% degli italiani dichiara infine che pagare a rate un bene è segno di modernità.

Al di là di ciò, e anche se una larga fetta di popolazione (circa i quattro decimi degli intervistati) ha affermato di non aver modificato le proprie abitudini di pagamento, la quota di coloro che dichiara di avere incrementato i pagamenti a rate (il 20% del campione) è superiore rispetto a chi afferma di aver usato di meno questa modalità (15%). Il 6% dichiara infine di aver utilizzato il pagamento rateale per mantenere gli acquisti programmati, mentre il 17% ha dichiarato di aver evitato le rate per il rischio di difficoltà future.

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