Porsche non segue il filone della guida autonoma

Anche se il business della guida autonoma sembra riguardare molti operatori delle quattro ruote, non sembra che Porsche possa essere annoverata da queste. Ne è facile dimostrazione il fatto che la recente salone dell’auto di Ginevra, Detlev von Platen, membro del comitato esecutivo di Porsche, ha precisato che ci sarà sempre un volante dentro una Porsche. Il tutto, nonostante il membro del comitato esecutivo abbia effettivamente riconosciuto l’esistenza del dibattito fra i costruttori di auto sul ruolo della tecnologia nel futuro del marchio sportivo.

Insomma, Porsche ha di fatto affermato che continuerà a costruire automobili dove il fattore preminente è quello emotivo. Il che significa, effettivamente, continuare nel progetto di costruzione di auto che hanno bisogno di un pilota per essere guidate dal momento che le Porsche sono difficili da controllare. E, dunque, ne emerge che il costruttore tedesco non ha alcun interesse a lasciare il suo tradizionale metodo di approccio per tradirlo con quello delle vetture che si guidano da sole.

Naturalmente, quanto sopra non equivale a dire che Porsche non presterà costante attenzione all’utilizzo di tecnologie sempre più innovative nell’aiuto alla guida, con la compagnia auto che sta dunque lavorando alla motorizzazione del futuro, senza però dimenticare il ruolo emotivo ed esperenziale che può svolgere la figura del pilota.

In tal senso, sia sufficiente ricordare come lo scorso anno la società svelò la sua Mission E, un’auto totalmente elettrica, che ha generato una vettura di serie che arriverà nelle concessionarie entro il 2020. Quest’anno è invece stata la volta della bellissima 911R, in produzione limitata a 991 vetture. A proposito di immatricolazioni, lo scorso anno Porsche ha venduto 225 mila vetture nel mondo, con una crescita del 19% in un anno (il 70% delle quali erano Suv Cayenne e Macan).

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