Trovarsi con l’auto elettrica che non parte è un’esperienza che mette a dura prova anche i conducenti più esperti. Siamo abituati a pensare che, senza candele o motorini d’avviamento tradizionali, i guasti siano quasi impossibili. Invece, la complessità di una vettura a zero emissioni risiede proprio nella sua gestione elettronica. Se il quadro resta spento o se compare un messaggio di errore nonostante la batteria di trazione sia carica, significa che uno dei sistemi di sicurezza sta impedendo il “consenso” all’avvio.
Spesso si tratta di un banale calo di tensione della batteria ausiliaria o di un protocollo di ricarica non concluso correttamente. In questa guida analizziamo i motivi tecnici per cui la tua auto è rimasta bloccata e come puoi intervenire senza chiamare subito il carro attrezzi.
La batteria a 12V e i teleruttori di potenza
Potrà sembrarti assurdo, ma la causa numero uno per cui un’auto elettrica non si accende è la stessa delle vecchie auto a benzina: la batteria a 12V. Anche se il pacco batterie principale ha energia per fare 400 km, l’auto ha bisogno di una piccola batteria servizi per alimentare il computer di bordo e, soprattutto, per attivare i teleruttori di potenza.
Questi componenti sono come degli interruttori giganti che “collegano” la batteria ad alta tensione al motore. Se la batteria a 12V è scarica o troppo debole, non ha la forza necessaria per chiudere questi contatti. In questo caso, il BMS (Battery Management System) resta isolato e l’auto non dà segni di vita.
- Cosa fare: se noti che i display sono sbiaditi o le luci interne sono fioche, prova a usare un booster o a fare il “ponte” con un’altra auto. Una volta che l’elettronica riceve i 12V necessari, il convertitore DC/DC di bordo inizierà a prelevare energia dalla batteria grande per ricaricare quella piccola, risolvendo il problema.
Il blocco di sicurezza del cavo di ricarica
Le auto elettriche sono progettate per essere a prova di errore, uno dei sistemi di sicurezza più rigidi riguarda la connessione alla colonnina. Se il sistema rileva che il cavo è ancora inserito nella presa Type 2 o CCS, o anche solo che lo sportellino non è scattato perfettamente in posizione di chiusura, la marcia viene inibita.
A volte si verifica quello che i tecnici chiamano “mancato handshake” e cioè quando la comunicazione tra l’auto e la colonnina si è interrotta bruscamente e la centralina dell’auto crede di essere ancora in fase di ricarica.
- La soluzione: prova a reinserire il cavo, aspetta che venga bloccato nuovamente e poi effettua lo sblocco manuale dal telecomando o dal display interno. Assicurati che non ci siano detriti o sporcizia nella presa che impediscono al perno di blocco di rientrare.
Immobilizer, interferenze e pile della chiave scariche
Il sistema immobilizer comunica costantemente con la chiave. Se la batteria del telecomando è quasi esaurita, il segnale potrebbe essere troppo debole per permettere l’accensione dei circuiti ad alta tensione.
Inoltre, se parcheggi vicino a forti fonti di interferenza (come trasformatori elettrici o grossi ripetitori), il segnale radio può essere disturbato.
- Trucco pratico: quasi tutte le auto hanno un sensore di emergenza. Di solito basta appoggiare la chiave contro il tasto di accensione o in un punto specifico del tunnel centrale per far sì che l’auto la riconosca tramite NFC, bypassando la batteria scarica del telecomando.
Software in “Deep Sleep” e aggiornamenti falliti
Essendo computer su quattro ruote, le EV possono soffrire di bug momentanei. Se è stato tentato un aggiornamento OTA (Over-the-Air) durante la notte e qualcosa è andato storto, l’auto potrebbe non “svegliarsi” correttamente. In altri casi, l’auto entra in modalità di risparmio energetico profondo (Deep Sleep) e non riesce a uscirne premendo semplicemente il freno.
- Reset forzato: spesso basta scendere, chiudere l’auto, allontanarsi con la chiave per 10 minuti e poi riprovare. Questo tempo permette alle centraline di resettarsi e ricaricare il software correttamente.
Quando andare dal meccanico: i segnali d’allarme
Non tutto si risolve con il fai-da-te, di seguito alcuni segnali che ti aiutano a distinguere un intoppo momentaneo da un guasto serio che richiede l’officina.
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Errore isolamento: se sul cruscotto appare un avviso relativo alla sicurezza elettrica o all’isolamento, spegni tutto e chiama l’assistenza. È un guasto ai circuiti ad alta tensione che può essere pericoloso.
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Batteria 12V che non tiene la carica: se dopo averla ricaricata l’auto ti lascia a piedi di nuovo il giorno dopo, la batteria è esausta e va sostituita immediatamente.
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Rumori dai teleruttori: se senti una serie di “clic” rapidi e ripetuti quando provi ad accendere, ma l’auto non parte, i contatti di potenza potrebbero essere usurati o danneggiati.
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Guasto all’Inverter: se l’auto si accende ma non si muove (e non ci sono cavi inseriti), il problema potrebbe risiedere nell’inverter che gestisce la potenza ai motori. Serve una diagnosi tramite presa OBD2.
Dubbi frequenti (FAQ)
Posso avviare un’elettrica con un booster?
Sì, ma solo collegandolo ai poli della batteria 12V. Non tentare mai di collegare nulla ai cavi arancioni dell’alta tensione.
L’auto non parte dopo un forte acquazzone?
L’umidità può abbassare la resistenza di isolamento. Spesso basta lasciare asciugare l’auto per qualche ora per far sparire l’errore.
Quanto dura la batteria 12V in un’elettrica?
In media 3-4 anni. Poiché viene caricata in modo diverso rispetto alle auto termiche, tende a degradarsi senza dare segnali premonitori.
